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27 juin

Claude Makelele – 27 Giugno 2006

Poco importa come si vince quando si vince ai Mondiali. In ogni caso, noi giocatori della nazionale francese pensiamo cosi’.
La cosa più importante in un torneo ad eliminazione diretta è la vittoria. Poi, se si puo’ anche sviluppare un bel gioco, fare dei bei passaggi per far piacere al pubblico, tanto meglio. Ma, la priorità n°1 è la vittoria.
Adesso, dobbiamo affrontare negli ottavi di finale uno dei nostri avversari tradizionali, la Spagna.
Malgrado due prestazioni poco brillanti, siamo a due passi dall’obiettivo che ci eravamo inizialmente fissati, e cioè le semifinali,.
Credo che circolino ancora voci, qui in Germania, su presunte divisioni nella nazionale francese, soprattutto tra la vecchia guardia e i più giovani. Naturalmente, sono solo stupidaggini. Giocatori come Zidane, Thuram, Barthez ed io hanno fatto tutto il possibile per aiutare i più giovani ad integrarsi nell’atmosfera tutta particolare dei Mondiali.
Pensiamo che dobbiamo consegnare il testimone alla nuova generazione ed è una grossissima responsabilità.
Non solo dobbiamo fare bella figura in questo torneo, ma dobbiamo anche lasciare in buone mani il futuro del calcio francese.
21 juin

Claude Makelele – 21 Giugno 2006

Dimentichiamo un attimo i pessimisti e cherchiamo di essere ottimisti. Forse, non abbiamo fatto una splendida prestazione ai Mondiali per il momento, ma non abbiamo ancora perso e ci manca solo una vittoria per andare agli ottavi di finale.
 
Noi continuiamo a sperare. Siamo convinti che, se riusciamo a qualificarci, potremo far vedere il nostro vero volto e giocare come sappiamo giocare.
 
La nostra prestazione contro la Corea del Sud è stata migliore della nostra prima partita contro la Svizzera e credo che possiamo ancora migliorare.
 
La Corea del Sud ci ha sorpreso con la sua forza fisica e il modo in cui ha saputo rimontare lo svantaggio dopo il goal di Thierry Henry.
 
Il principale messaggio del nostro allenatore è stato  che dobbiamo migliorare il possesso di palla. Altrimenti, non è facile dire perché siamo stati talmente al di sotto del nostro livello.
 
Certo,  Zidane sarà assente durante la prossima partita perché ha preso una seconda ammonizione, ma penso che ce la caveremo lo stesso .
 
Le critiche dei media francesi ci feriscono, ma cercheremo di dimenticarle e di pensare con ottimismo ad una partita più gratificante contro il Togo.
20 juin

Claude Makelele – 20 Giugno 2006

Anche se adesso siamo concentrati sull’avvenimento sportivo più importante della nostra vita, non dobbiamo dimenticare che al mondo c’è gente meno privilegiata di noi.
 
Microsoft partecipa all’organizzazione di un’opera di beneficenza intitolata ninemillion.org per aiutare i bambini rifugiati di tutto il mondo a condividere la gioia della più grande manifestazione sportiva planetaria.
 
Nove milioni di bambini rifugiati hanno bisogno del nostro aiuto. Molto sono nati nei campi profughi e non ne sono mai usciti. Possiamo fare quelcosa per loro semplicemente  con doni o interessandoci alla loro situazione.
 
Verranno distribuiti nove milioni di palloni nei campi profughi del mondo. Immaginate la gioia di un bambino nel calciare un pallone. Per noi è una cosa normale ma, per loro, puo’ essere veramente qualcosa di speciale.
 
Spero che tutti quelli che leggeranno queste righe smetteranno un secondo di guardare le partire alla televisione e visiteranno il sito web ninemillion.org.
 
Visitando il sito e donando anche una piccola somma, potrete dare un po’ di gioia a questi bambini dimenticati da tutti.
16 juin

Claude Makelele – 16 Giugno 2006

OK, non abbiamo ottenuto il risultato che speravamo contro la Svizzera, ma non è stata nemmeno una catastrofe come hanno detto alcuni.
 
Per il momento quello che pensiamo è: non abbiamo perso, possiamo fare meglio e lo faremo.
Ora, dobbiamo concentrarci sulla prossima partita (domenica prossima) contro la Corea del Sud e poi sull’ultima partita del girone contro il Togo, che avrà luogo il venerdì seguente. Dobbiamo assolutamente vincere queste due partite, per essere primi nel nostro girone e andare avanti.
 
A livello personale, sono stato contento che il giornale sportivo L´Equipe mi abbia eletto Uomo della Partita, anche se, naturalmente, quello che conta ora sono le prestazioni collettive della squadra e non quelle individuali.
 
Certo, la nostra prestazione a livello collettivo contro la Svizzera non è stata fantastica, ma i nostri avversari non ci hanno dato scampo. Esiste una grande rivalità, per tradizione, tra i nostri due paesi e le partite sono sempre durissime.
 
Ho letto sulla stampa che i calciatori inglesi hanno avuto il permesso di vedere le loro mogli e amiche durante il ritiro dei Mondiali. Nella nazionale francese non è mai stato possibile, perché si pensa che non sarebbe una buona cosa per la concentrazione dei giocatori.
 
Certo che, ora come ora, un po’ di compagnia non ci farebbe male. La vita di squadra durante i Mondiali è pesantina, a volte. Giocare con la Playstation e guardare DVD alla fine stanca.
12 juin

Claude Makelele – 12 Giugno 2006

A nome di tutti i miei compagni della nazionale francese vorrei dire quanto ci dispiace che Djibril Cissé non possa partecipare alla fase finale dei Mondiali in seguito al grave infortunio subito.
 
E’ un moi amico personale ed è stato molto triste per me vederlo uscire in barella durante l’incontro amichevole di preparazione contro la Cina, mercoledi’ scorso.
 
L’attaccante del Liverpool è stato veramente sfortunato in questi ultimi anni. E’ stato a lungo fuori dal campo per un infortunio e ha lottato come un leone per tornare a giocare.
 
Gli auguriamo una pronta guarigione, ma, certo, per il momento è inconsolabile e le nostre parole non servono a niente.
 
Adesso, diamo il benvenuto nella squadra a Sidney Govou, il quale avrebbe certo preferito non dover sostituire Cissé in queste circostanze, ma farà comunque tutto il possibile per brillare. Puo’ giocare come attaccante e come centrocampista e certo non mollerà niente.
 
Dopo la vittoria 3-1 contro la Cina, abbiamo voglia che comincino le cose serie. C’è molta attesa nella squadra, soprattutto tra i più anziani.  Avanti. Siamo pronti a battere tutto il mondo.
6 juin

Claude Makelele – 6 Giugno 2006

Attualmente, i giocatori della nazionale francese hanno inserito il «pilota automatico» e cioè giocano senza eccessivo sforzo per essere veramente al massimo il giorno della prima partita dei Mondiali, contro la Svizzera, che avrà luogo il 13 giugno prossimo a Stoccarda.
 
La nostra vittoria contro la Danimarca ci ha fatto veramente bene e ho giocato abbastanza bene per meritare il titolo di «uomo della partita». Concluderemo il nostro programma di «riscaldamento» contro la Cina, questa settimana, e poi saremo veramente pronti per affrontare le cose serie. L’attesa è grande nella squadra e la fiducia aumenta di giorno in giorno.
 
L’altro giorno, ho letto sul giornale che  Patrick Vieira aveva detto di credere ad una possibile, seconda, vittoria della Francia ai Mondiali. Se lo dice uno come Patrick vuol proprio dire che le cose vanno per il meglio.
 
Si parla molto, come sempre, del fiuto del nostro attacco e, come ho già avuto occasione di dirlo in questo diario, siamo veramente fortunati di avere tanti talenti.
 
Ma, non dimentichiamo la nostra difesa. I nostri quattro difensori hanno tutti vinto lo scudetto, quest’anno, con le rispettive squadre - Eric Abiddal (Lyon), Willy Sagnol (Bayern Munich), Lilian Thuram (Juventus) e William Gallas (Chelsea).
 
Ve lo dico io: è facile aver fiducia quando si ha una tale sicurezza alle spalle. Se lavorano bene, possiamo darci dentro, dall’altra parte, per segnare goal.
 
Contro la Danimarca, Thierry Henry ha giocato la sua prima partita dopo la sconfitta dell’Arsenal contro il Barcellona in Champions League ed è riuscito a segnare uno dei due goal.
 
Se sarà in forma ai Mondiali come lo è stato tutta la stagione con l’Arsenal faremo vedere al resto del mondo di che cosa siamo capaci.
31 mai

Claude Makelele – 31 Maggio 2006

Se si dovesse credere tutto quello che raccontano la stampa e i media, si direbbe che c’è stata una vera rivoluzione nella nazionale francese. Invece, la verità è completamente diversa.
 
L’unico problema è stata la partenza di Gregory Coupet durante il ritiro nelle Alpi. Tutti sanno che non era contento di non essere stato scelto come n°1 al posto di  Fabien Barthez, ma qualunque altro giocatore avrebbe reagito nello stesso modo.
 
Purtroppo, Gregory ha ceduto alla frustrazione e ha lasciato il ritiro – per un’oretta – ma poi è tornato e tutto è andato a posto.
 
Il comportamento del pubblico francese allo Stade de France durante l’amichevole contro il Messico (che abbiamo vinto 1-0) è stata un’altra sorpresa.  Alcuni spettatori hanno deciso di fischarci e non ho proprio capito perché : non credo di essere l’unico.
 
Come ha dichiarato Thierry Henry, una cosa del genere non sarebbe mai successa in Inghilterra. Peccato : speravamo di ripartire da Parigi con il morale alle stelle adesso che i Mondiali sono solo a un passo. Forse il pubblico ha reagito in questo modo perché la maggior parte dei giocatori più noti erano già usciti dal campo quando sono incominciati i fischi .
 
Per fortuna, i tifosi hanno riservato un’autentica ovazione a Zinedine Zidane per la sua ultima partita in nazionale allo Stade de France. Nessuno se lo merita più di lui, questo gigante del calcio. Non credo che vredremo mai un altro giocatore come lui.
29 mai

Claude Makelele – 29 Maggio 2006

Quando guardo la nazionale francese sono proprio contento di vedere tanti giocatori pieni di talento e d’esperienza. Thierry Henry possiede queste qualità più di chiunque altro e sono sicuro che sarà una delle star dei Mondiali.
 
Thierry ha firmato di nuovo con Arsenal e ha messo fine a tutte le voci che circolavano su un’ipotetica partenza a Barcellona. Sembra sollevato.
 
Quelli di noi che lo conoscono bene sapevano da tempo che sarebbe rimasto, ma dovevamo mantenere il segreto.
 
Adesso, è contento e soddisfatto e sembra aver dimenticato anche la delusione della sconfitta in finale della Champions League contro il Barcellona. Penso che vorrà sicuramente arrivare in finale ai Mondiali, il mese prossimo, in Germania.
 
Non ce l’ho fatta a guardare alla televisione la finale della Champions League. La sconfitta del Chelsea contro il Barcellona non mi va proprio giù e non c’è niente da fare.
 
La nazionale francese ha accolto anche qualche « novellino », come Pascal Chimbonda e Franck Ribery, due giocatori che si sono rapidamente integrati nel gruppo.
 
Zinédine Zidane svolge ancora un ruolo essenziale all’allenamento. Tutti lo guardano e fanno riferimento a lui, perché è stato un campione davvero eccezionale.
 
Pero’ rimane sempre umile e con i piedi per terra, e ha fatto tutto il possibile per aiutare Chimbonda e Ribery ad integrarsi nel loro nuovo ambiente. Lo spirito di squadra cresce giorno dopo giorno e non vediamo l’ora di scendere finalmente in campo.
23 mai

Claude Makelele – 23 Maggio 2006

Adesso che ci siamo ritrovati tutti insieme per il ritiro nelle Alpi, ci sentiamo rilassati e fiduciosi e animati dallo spirito di squadra.
 
Sentirsi rilassati è importante a questo livello della preparazione, perché la maggior parte di noi ha alle spalle una stagione molto faticosa con la rispettiva squadra e dobbiamo rifare il pieno di energia.
 
Abbiamo fatto un sacco di camminate in montagna, perché l’altezza aiuta a ricostituire le riserve di ossigeno: i risultati si faranno vedere quando torneremo a bassa quota.
 
La stanchezza è il vero nemico del giocatore odierno ; pero’, parlandone con i miei compagni di squadra, mi sono accorto che eravamo molto più freschi di quanto non fossimo prima dei Mondiali del 1998.
 
Quell’anno, la pressione era molto più forte perché giocavamo in casa. Questa volta, nessuno sembra fare molta attenzione a noi – probabilmente perché si sono abituati a vederci sempre in primo piano nelle grandi gare – e questo ci va benissimo, perché la mancanza di pressione ci aiuta a concentrarci sulla preparazione, senza pensare ad altro.
 
Diciamo semplicemente che siamo tranquillamente ottimisti. Questa settimana, ho promesso al mio agente, Jamie Ladjemi, i biglietti per la semifinale e la finale e gli ho detto che ci saremmo visti li’ : spero che non ci porterà sfortuna…
 
Pero’, in fondo in fondo, siamo abbastanza professionisti per sapere che non si deve guardare cosi’ lontano. Per il momento, il nostro principale obiettivo deve essere la prima partita contro la Svizzera, che avrà luogo il 13 giugno a Stoccarda : questa volta bisogna assolutamente incominciare con il piede giusto !
18 mai

Claude Makelele – 18 Maggio 2006

Ora che sono stati annunciati i giocatori selezionati nelle squadre nazionali, i Mondiali possono davvero incominciare. Per me, è stato davvero un onore essere selezionato da Raymond Domenech.
 
Abbiamo una buona squadra, con giocatori giovani e altri più scaltriti. Alcuni dicono che la nazionale francese sia stata sottovalutata dai pronostici e che potrebbe creare la sorpresa. Vedremo. Preferiamo che ci ignorino e ci lascino lavorare tranquillamente e efficacemente.
 
Penso che, fuori dalla Francia, le selezioni che hanno maggiormente sorpreso siano quelle di Pascal Chimbonda, di Wigan, e del marsigliese Franck Ribery. Io, pero’, non sono stupito.
 
Ho visto la forma straordinaria di Pascal a Wigan in campionato e penso che si sia completamente meritato la selezione. Ribery ha fatto cose fantastiche all’OM e saprà scatenarsi se ha la fortuna di poter mostrare il proprio talento.
 
La gente è stata abbastanza sopresa dopo l’annuncio da parte di Domenech della selezione di Fabien Barthez come portiere titolare. Gregory Coupet era abbastanza arrabbiato, ma credo che fosse solo un po’ deluso e che, da ottimo professionista, saprà aspettare il proprio turno durante la Coppa.
 
Mi dispiace proprio che il mio amico Nicolas Anelka non sia stato selezionato, ma penso che sia perché gioca in Turchia ed è meno visibile.
 
Con attaccanti quali Djibril Cisse, Thierry Henry, Louis Saha, David Trezeguet e Sylvain Wiltord, c’era da aspettarsi che qualcuno sarebbe rimasto a casa.
 
Adesso andiamo ad allenarci ad alta quota nelle Alpi e, quando torneremo, saremo pronti a dare il tocco finale alla nostra preparazione.
 
10 mai

Claude Makelele – 10 Maggio 2006

E’ stata una fine stagione a mezze tinte per il Chelsea e anche per me, con due sconfitte successive contro il Blackburn e il Chelsea nelle ultime due partite. In entrambi i casi sono rimasto in panchina perché il mister voleva lasciarmi un po’ di riposo e voleva veder giocare di più il nostro giovane centrocampista Lassana Diarra.
 
Guarda caso, questa stagione il Chelsea ha perso solo tre volte – la terza è stata contro il Middlesbrough – e tutte e tre le volte io ero assente. Vuol dire che sono proprio un elemento prezioso per la squadra (scherzo !). Bisogna che lo dica alla direzione del Chelsea la prossima volta che devo rinnovare il contratto!
 
Certo non è stata una fine stagione palpitante, ma avevamo già fatto il massimo ed era naturale che respirassimo un po’.
 
Adesso, si pensa solo ai Mondiali che incominciano tra meno di cinque settimane. Passero’ due giorni a Parigi prima di raggiungere la nazionale francese.
 
Sento che la tensione sale giorno dopo giorno in Francia. Il pubblico francese aspetta grandi cose da noi e non vogliamo certo deluderlo come abbiamo fatto nelle ultime due finali importanti.
4 mai

Claude Makelele – 4 Maggio 2006

Bastava vedere l’allegria dei nostri festeggiamenti di sabato per capire cosa significhi vincere il campionato. Dividere questo momento con i nostri tifosi l’ha reso ancora più speciale.
 
Quando il boss Jose Mourinho ha lanciato la sua medaglia alla folla penso che abbia espresso ciò che tutti noi sentivamo. Volevamo che i tifosi del Chelsea sapessero quanto abbiamo apprezzato il loro sostegno e se tutti loro potessero ricevere una medaglia, non sarebbe altro che ciò che si meritano.
 
Tuttavia, tra tutte le scene sfrenate c’era un sentimento di tristezza per via di ciò che era successo durante la partita contro il Manchester United.
 
Mi riferisco naturalmente all’infortunio di Wayne Rooney. Era sceso il silenzio sullo Stamford Bridge quando era caduto tenendosi il piede, in totale contrapposizione con il rumore e l’euforia che hanno accolto la nostra vittoria valida per il titolo di campioni al fischio finale.
 
Per l’attaccante dell’Inghilterra subire un infortunio del genere è molto brutto in qualsiasi momento, ma così vicini alle finali dei mondiali è ancora più sconvolgente.
 
Wayne è un giocatore di classe mondiale in grado di dimostrarsi una delle personalità più importanti del torneo. I giocatori di ogni nazione saranno delusi se sarà obbligato a perdere le finali.
 
Sono sicuro che tutti i miei colleghi francesi si uniranno a me per sperare e pregare che la sua guarigione sia rapida e completa, in modo che possa giocare parte della corsa per i mondiali dell’Inghilterra.
27 avril

Claude Makelele – 27 Aprile 2006

La notizia che  Zinedine Zidane avrebbe abbandonato il calcio dopo i prossimi Mondiali mi ha fatto veramente dispiacere.
 
Conosco molto bene Zizou da quando giocavo al Real Madrid e non ho certo bisogno di spiegare che è un giocatore formidabile. Pero’, oltre alla sua forza fisica, alla sua straordinaria abilità nel manovrare il pallone e al suo talento nel segnare goal impossibili, possiede anche un’eccezionale forza mentale e un comportamento che fanno veramente di lui un giocatore a parte.
 
Mancherà molto ai tifosi e ai giocatori di tutto il mondo, ma soprattutto in Francia, dove è un vero idolo, come sportivo e come uomo. Non si sente mai dire niente di male su Zizou, né in campo né fuori, e fa onore a tutto il calcio.
 
So, per averne parlato a lungo con lui, che vuole finire la carriera su una nota positiva. E questo vuol dire, naturalmente, vincere i Mondiali. Era già un divo nel 1998, quando abbiamo vinto il trofeo mondiale e, anche se alcuni dicono che sia un po’ sbiadito, so che vorrà dimostrare ancora una volta la sua forza.
 
Sono fiero e onorato di aver condiviso il campo e gli spogliatoi con Zizou. E’ uno dei più grandi giocatori della sua generazione e, ad una certa epoca, è stato il miglior giocatore del mondo. Gli auguro tutto il bene possibile per il futuro– ma, per il momento, deve lasciarci ancora un formidabile ricordo prima di andarsene.
26 avril

Claude Makelele – 26 Aprile 2006

Dopo la sconfitta contro il Liverpool, sabato scorso, abbiamo perso l’occasione di fare la doppiette vincendo il campionato e la Coppa d’Inghilterra. Anche se non abbiamo giocato al massimo della forma, avremmo potuto farcela lo stesso ad andare in finale.
 
Ma, in una semifinale ad eliminazione diretta, non ci sono premi per il secondo qualificato, percio’, adesso, dobbiamo dedicarci unicamente a vincere il titolo sin dalla prossima partita contro il Manchester United.
 
Non sarà solo una formalità, ma credo proprio che vinceremo il titolo prima della fine della stagione.
 
Come celebrero’ la vittoria? Vi sembrero’ noioso, ma credo che rimarro’ tranquillamente a casa. Non mi va di uscire per una folle notte di bisboccia.
Credo che molti altri giocatori francesi siano come me. Non siamo grossi bevitori di alcool. Sarà la nostra educazione, ma ci bastano pochi bicchieri di vino.
 
Spesso è vino caro e ne rimane sempre un po’ in fondo alla bottiglia. Strane abitudini, vero?
 
Le uniche volte in cui mi lascio veramente andare a festeggiare è per il mio compleanno. Altrimenti, preferisco rimanere ragionevolmente sobrio.
Questo, pero’, non deve impedire ai tifosi del Chelsea di festeggiare degnamente la nostra vittoria se diventiamo campioni sabato prossimo. Spero che faranno un brindisi ad una prossima stagione ancora ricca di vittorie. Anch’io brindero’ a questo.
20 avril

Claude Makelele – 20 Aprile 2006

La nuova moda è che tutti gli avversari del Chelsea mi fanno marcare a uomo durante tutta la partita: è diventata un’abitudine.
 
Non dico di non essere lusingato, ma mi pare strano che prestino tanta attenzione ad un centrocampo difensivo come me. Dicono che è perché un sacco di azioni del Chelsea incominciano con un pallone portato via da me e allora mi vogliono mettere fuori combattimento e diminuire il numero di palloni passati ai nostri attaccanti.
 
Devo dire che questa sfida mi piace parecchio. Quando si gioca da tanto tempo, è sempre piacevole affrontare nuovi challenge e poi, mentre gli avversari si occupano di me, lasciano spazi ai miei compagni per segnare.
 
Pasqua ha portato fortuna al Chelsea : il nostro avversario diretto, il Manchester United, è scivolato ancora un po’ indietro nella corsa al titolo. Adesso, se vinciamo contro il Manchester United a Stamford Bridge, alla fine del mese, avremo matematicamente il titolo in tasca.
 
Non è che conti molto dove e contro chi vinceremo il campionato, ma devo dire che sarebbe ancora più piacevole vincere davanti al nostro pubblico e contro la squadra che ci ha tallonato per tutta la stagione.
 
Prima di giocare contro il Manchester, ci sarà ancora la semifinale della Coppa d’Inghilterra: sarebbe bello fare la doppietta !
12 avril

Claude Makelele – 12 Aprile 2006

Ho già avuto occasione di dire quanto siano importanti nella via vita la fede e la relazione con dio.
 
Vado in chiesa quando me lo consentono gli impegni calcistici, ma anche quando non posso andare a messa ricorro alla forza della preghiera.
 
Prego sempre per la mia famiglia prima di andare a letto, ringrazio dio prima dei pasti per il cibo che mi dà e, certo, prego anche prima delle partite, non solo per chiedere la vittoria, ma anche perché dio mi protegga dagli infortuni.
 
Dio mi ha sempre assistito nella mia carriera di calciatore e mi ha sempre guidato in qualunque situazione, anche nelle più difficili.
 
E, naturalmente, lo “Speciale” è dalla nostra parte, al Chelsea. Mi sembra che sia José Mourinho ad averlo definito cosi’ una volta, per scherzare, pero’ trovo che sia un nome indiovinato.
 
So che anche il mister è molto religioso e crede nella presenza di un essere superiore.
 
Presto è Pasqua, una festa importantissima per tutti i Cristiani.
 
Pero’, è anche l’epoca della stagione calcistica in cui conta ogni partita e ogni punto guadagnato. Abbiamo quasi vinto il titolo, ma non molliamo finché non abbiamo in mano la coppa.
11 avril

Claude Makelele – 11 Aprile 2006

Se qualcuno pensa davvero che ci siano liti negli spogliatoi del  Chelsea e che l’allenatore sia ai ferri corti con i giocatori, si guardi la registrazione della nostra vittoria 4-1 contro il West Ham.
 
I giornali hanno ancora stampato grossi titoli su di noi e hanno scritto un sacco di scemenze sulla nostra squadra.
 
Ma, si puo’ credere che avremmo potuto ottenere un tale risultato contro il West Ham se tutto quello che raccontano fosse vero? Pareggiare dopo aver preso un goal con un uomo in meno e vincere in quel modo mi sembra il miglior segno dell’accordo che regna al Chelsea.
 
Se fossimo in guerra, non avremmo certo vinto cosi’. La gente che scrive queste scemenze deve avere molta fantasia.
 
Ci avviciniamo sempre di più al secondo titolo di Campioni d’Inghilterra e per noi è l’unica cosa che importa. Il morale è al massimo, il nostro allenatore ha piena fiducia in noi, ma non ammette sgarri. E a noi è cosi’ che piace.
 
La settimana prossima, tutti saranno concentrati sulle semifinali della Champions League, ma io non le guardero’ : adesso che siamo fuori gara, non m’interessano più.
 
Ho già alle spalle tre sconfitte in semifinale – due con Chelsea e una con il Real Madrid. Adesso basta : la coppa o niente.
6 avril

Claude Makelele – 6 Aprile 2006

Ho 33 anni e ancora due anni di contratto con Chelsea. Per la maggior parte dei giocatori, vorrebbe dire fine della carriera, ma non per me.
 
Anche a 35 anni, non vedo perché non continuerei ancora due anni. Perché? Perché sono ancora in ottima forma fisica e mentale e voglio rimanerlo a lungo.
 
Ho esattamente lo stesso peso di quando avevo 17 anni e mi sento altrettanto giovane. Oggi, le carriere dei giocatori durano molto di più. Un esempio : lo scorso fine settimana, Teddy Sheringham ha celebrato il suo 40° compleanno giocando con West Ham.
 
Per quanto mi riguarda, credo di dovere in gran parte la mia salute e la mia forma fisica a mio padre, André, ex giocatore della nazionale dello Zaire. Ha 63 anni, ma gliene daresti 45 ed ha una forma smagliante. Quando ritorno in Congo (adesso si chiama cosi’), mi chiamano tutti « il figlio d’André » , non Claude.  Spero proprio di conservare un’ottima forma e un’ottima salute come lui.
 
Giocando a centro campo spendo meno energie e non devo continuamente correre da un capo all’altro del campo: penso che sia una cosa che conti per consentirmi di continuare la carriera.
 
Sono ancora molto ambizioso ed “affamato” e il fatto di poter continuare a vincere trofei per la mia squadra ed il mio paese è una grande motivazione.
29 mars

Claude Makelele – 29 Marzo 2006

Non c’è settimana in cui il Chelsea non finisca in prima pagina per le ragioni sbagliate e per presunti atti d’indisciplina.
 
Questa settimana, è stato Didier Drogba ad essere accusato di avere, dicono i giornali, commesso un fallo di mano nel goal segnato contro Manchester City e simulato un fallo durante la stessa partita.
 
Didier è stato ingiustamente trattato, ma, come tutti noi, è pronto ad alzare la testa e ad incassare i colpi senza battere ciglio.
 
La maggior parte delle critiche è ingiusta, perché, come ho già detto, oggi, il Chelsea è la squadra che tutti sognano di battere e che tutti accusano delle cose peggiori.
 
Ma, se le altre squadre credono che ci andiamo a nascondere e a piangere di vergogna, si sbagliano proprio di grosso.
 
L’atmosfera, nei vestiari, è ottima ed il nostro allenatore, José Mourinho, è molto soddisfatto. Gli piace ritirarsi con i giocatori, scherzare, ridere e godersi le vittorie.
 
In questo momento, ha un’idea fissa : accumulare le vittorie, il maggior numero di punti possibile. Continuiamo a vincere, ma saremo veramente soddisfatti solo quando avremo matematicamente il titolo in tasca.
 
Solo allora potremo riposarci e guardare gli altri morire d’invidia. Sarà una deliziosa vittoria. Poi, durante l’estate, potremo ricominciare a pensare al futuro e al nostro progetto : vincere altri trofei in Europa e in Inghilterra.
23 mars

Claude Makelele – 23 Marzo 2006

Fa proprio piacere vedere che molti giocatori francesi sono in piena forma a mano a mano che i Mondiali si avvicinano. Ho già parlato dei goal segnati dai miei colleghi della nazionale francese e alcuni cercano ancora un posto nella squadra.
 
Il cannoniere del Manchester United, Louis Saha, ha fatto ottima impressione da quando è tornato in campo dopo l’infortunio ed è ridiventato titolare ad Old Trafford. Ha segnato 13 goal e deve essere certamente in piena forma se l’allenatore ha scelto di lasciare in panchina Ruud van Nistelrooy.
 
Tutti gli attaccanti francesi sanno perfettamente che devono fare qualcosa di speciale prima dell’inizio dei Mondiali  se vogliono essere selezionati insieme a Thierry Henry e David Trezeguet.
 
E poi ci sono anche Djibril Cissé e Nicolas Anelka che vorrebbero far parte del gruppo. Una cosa è certa: abbiamo marcatori da vendere e mi pare che avere una buona riserva di giocatori sia un‘ottima cosa per la nazionale francese.
 
A questo punto è difficile non sognare di andare in finale. Pero', penso che dovremmo porci come primo obiettivo le semifinali e poi… vedere. Chissà? Tutto può succedere.
 
Tra le brutte notizie: due dei nostri giocatori, Jean-Alain Boumsong e William Gallas, sono stati ammoniti in campionato. E’ la dura legge del calcio inglese.
 
Non sono giocatori scorretti, ma, nel gioco moderno, i difensori rischiano sempre di avere problemi con gli arbitri.